Il nuovo edificio è concepito come un volume unitario e compatto, con pianta quadrata e corte
centrale coperta, sviluppato su cinque livelli fuori terra. La scelta di una composizione centrata
intorno a una corte è volta a massimizzare l’efficienza distributiva, garantire illuminazione
naturale agli ambienti interni, semplificare i percorsi e rafforzare l’identità architettonica
dell’edificio.

La scelta di una tipologia a corte consente inoltre di garantire una continuità visiva tra le diverse
ali funzionali dell’edificio e dotare l’interno di polmone verde coperto, elemento identitario e
dispositivo bioclimatico integrato e dialogante dal punto di vista compositivo con le aree verdi
esterne.

L’edificio si presenta come un solido tecnologico, in cui i diversi piani si articolano secondo una
logica stratificata mentre il linguaggio formale è essenziale, basato su geometrie pure e rapporti
modulari.

Il linguaggio architettonico è razionale e tecnologico allo stesso tempo alla ricerca di un equilibrio
tra rigore funzionale e qualità spaziale, in linea con la vocazione scientifica dell’intervento.
L’involucro architettonico riflette questa visione integrata: trasparente nei punti di interfaccia tra
interno ed esterno per favorire la percezione di apertura e dialogo con l’ambiente, compatto e
performante nelle aree tecnicamente più sensibili, dove il controllo ambientale è prioritario. La
tecnologia diventa parte integrante dell’architettura, non elemento accessorio, ma componente che
struttura, organizza e qualifica lo spazio.

Il risultato vuole essere un’architettura che comunica il proprio ruolo pubblico e scientifico,
fondata su principi di misura, chiarezza e responsabilità progettuale, in grado di coniugare
innovazione e funzionalità in un sistema coerente ed evolutivo.

