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  • Complesso Residenziale a Levaldigi – CUNEO, 2025

    Complesso Residenziale a Levaldigi – CUNEO, 2025

    L’intervento mira a semplificare e ricomporre i prospetti del fabbricato, attualmente caratterizzati da un’eccessiva frammentazione volumetrica dovuta alla presenza di numerose riseghe e discontinuità. 

    Questa condizione disperde l’unità architettonica dell’edificio e ne compromette la lettura complessiva. 

    Attraverso la modifica dei balconi e l’inserimento di oscuranti metallici scorrevoli forati, il progetto resti unisce solidità, coerenza e modernità al linguaggio architettonico. 

    I nuovi elementi — pensati come segni continui e orizzontali — contribuiscono a uniformare le facciate, introducendo un ritmo ordinato e contemporaneo che valorizza il rapporto tra pieni e vuoti. 

    L’obiettivo è quello di ricondurre l’immagine dell’edificio a un’unità formale leggibile e coerente, in cui materia, luce e ombra dialogano in modo essenziale e controllato, conferendo al fabbricato una nuova identità architettonica, sobria ma riconoscibile.

    Questo processo può includere varie fasi, dalla progettazione schematica alla gestione della costruzione, con l’obiettivo finale di creare spazi funzionali per diverse attività umane

  • Nuovo Polo dei Laboratori Rita Levi Montalcini dell’INMI L. Spallanzani IRCCS – ROMA, 2025

    Nuovo Polo dei Laboratori Rita Levi Montalcini dell’INMI L. Spallanzani IRCCS – ROMA, 2025

    Il nuovo edificio è concepito come un volume unitario e compatto, con pianta quadrata e corte
    centrale coperta, sviluppato su cinque livelli fuori terra. La scelta di una composizione centrata
    intorno a una corte è volta a massimizzare l’efficienza distributiva, garantire illuminazione
    naturale agli ambienti interni, semplificare i percorsi e rafforzare l’identità architettonica
    dell’edificio.


    La scelta di una tipologia a corte consente inoltre di garantire una continuità visiva tra le diverse
    ali funzionali dell’edificio e dotare l’interno di polmone verde coperto, elemento identitario e
    dispositivo bioclimatico integrato e dialogante dal punto di vista compositivo con le aree verdi
    esterne.

    L’edificio si presenta come un solido tecnologico, in cui i diversi piani si articolano secondo una
    logica stratificata mentre il linguaggio formale è essenziale, basato su geometrie pure e rapporti
    modulari.


    Il linguaggio architettonico è razionale e tecnologico allo stesso tempo alla ricerca di un equilibrio
    tra rigore funzionale e qualità spaziale, in linea con la vocazione scientifica dell’intervento.
    L’involucro architettonico riflette questa visione integrata: trasparente nei punti di interfaccia tra
    interno ed esterno per favorire la percezione di apertura e dialogo con l’ambiente, compatto e
    performante nelle aree tecnicamente più sensibili, dove il controllo ambientale è prioritario. La
    tecnologia diventa parte integrante dell’architettura, non elemento accessorio, ma componente che
    struttura, organizza e qualifica lo spazio.

    Il risultato vuole essere un’architettura che comunica il proprio ruolo pubblico e scientifico,
    fondata su principi di misura, chiarezza e responsabilità progettuale, in grado di coniugare
    innovazione e funzionalità in un sistema coerente ed evolutivo.

  • Realizzazione di una Scuola Primaria e Centro Civico a Biassono – MONZA e BRIANZA, 2025

    Realizzazione di una Scuola Primaria e Centro Civico a Biassono – MONZA e BRIANZA, 2025

    L’edificio è concepito come una grande piastra orizzontale dove sono stati scavati cortili interni e spazi di connessione. Su questa base emergono tre volumi distinti che si differenziano dal resto della struttura per la loro vocazione pubblica: la palestra, l’auditorium e la biblioteca civica.

    Le aule e gli spazi comuni non sono chiusi in sé stessi, ma dialogano con il contesto circostante attraverso i cortili stimolando il senso di comunità e favorendo l’interazione. I percorsi invece sono progettati in modo organico, con continue aperture visive verso gli spazi aperti, che donano respiro agli ambienti e rafforzano il legame con l’esterno.

    I cortili interni funzionano come estensioni dello spazio didattico, creando una transizione fluida tra interno ed esterno e offrendo diverse destinazioni del verde. Inoltre, l’integrazione di serre all’interno dell’edificio scolastico introduce un ulteriore elemento educativo: questi spazi diventano veri e propri laboratori di apprendimento, coinvolgendo attivamente gli studenti in attività legate alla biologia, al clima, all’alimentazione e alla sostenibilità. Ogni classe avrà accesso diretto a un’area coltivabile, favorendo un’esperienza educativa immersiva e concreta.

    Tra le tre emergenze volumetriche in copertura – palestra, auditorium e biblioteca civica – è stato progettato, sulla terrazza di copertura del primo piano, uno spazio aperto a vocazione pubblica.

    Questo ambiente, separato dagli spazi scolastici, è accessibile e fruibile dai cittadini e offre un collegamento diretto con l’auditorium all’aperto. Quest’ultimo si pone in relazione con l’auditorium interno, dal quale è separato da una parete mobile. La possibilità di aprire questa separazione consente di integrare i due spazi, creando nuove configurazioni sceniche particolarmente adatte alla stagione estiva.